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Per la prima volta in via sperimentale un nuovo modo di ricerca persone in montan bike..(leggi l'articolo)

 

 
 

In Ricordo Di Sarno---Maggio 1998

 

 Dal 13 al 20 maggio 1998,per 4 volontari della protezione civile di Cunardo ,vi è stato il battesimo del fuoco in un intervento regionale.Ricevuta la precettazione  siamo stati colti da un senso di "panico",considerando la nostra limitata esperienza in questo genere di interventi e conoscendo tramite la televisione e i giornali ciò che era successo ad Episcopio,Sarno e Quindici.Siamo partiti alle 14.00 da Cunardo per riunirci a Milano con un'autocolonna di 15 automezzi provenienti da tutta la Lombardia  e siamo arrivati al campo base di Sarno,sistemato nell'occasione nel mercato della frutta alle ore 6.00 del mattino seguente,dopo un faticoso viaggio.Da subito,ci siamo accorti di quale fosse realmente la situazione in quelle zone colpite da milioni di metri cubi di fango.E di ciò che la tv non riusciva a mostrare come nella realtà: strade,ferrovie,case completamente invase dal fango o addirittura spazzate via dalla violenza della frana; una coltre di fango alta parecchi metri,anche più di una casa, ormai solidificato come cemento a causa del tipo di terra e delle polveri vulcaniche provenienti dalle passare eruzioni del vicino Vesuvio.Una desolazione indescivibile. Le discariche abusive, il disboscamento selvaggio dovuto ad incendi dolosi e la   costruzione di case senza una logica hanno contribuito a rendere questa disgrazia di dimensioni ancora più devastanti.Un fatto raccontatomi da un sarnese,mi ha fatto pensare: il fiume Sarno una volta era navigabile  ed era largo 24 metri; ora è di circa 6/7 metri di larghezza e molto meno profondo,inoltre,in prossimità delle sponde del fiume sono state costruite case, la ferrovie e l'autostrada.

Da questa tragica esperienza si può trarre principalmente la conclusione che la natura  va rispettata e salvaguardata ovunque, da Sarno fino a Cunardo,se non vogliamo che poi ci si ritorca contro con conseguenze indesiderate.Ma ciò che più mi ha colpito è stato vedere come alla gente che aveva perso tutto,anche  i propi cari,luccicassero gli occhi per la commozione quando ci chiedeva"da dove venite?", "fin da lassù arrivate?" Ci ringraziavano con calore a nome di tutti i sarnesi offrendoci qualche panino o frutta con il cuore,meravigliandosi per tanta solidarietà. Questo a mio avviso è stato il più bel segno di riconoscenza che  con me,Claudio Giudici,Luciano Meloni e Silvio Panzi hanno apprezzato e che ci ha reso felici di essere lì ad aiutare quella povera gente.

 

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