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INCONTRO NOTTURNO

Un giovane del paese, certo Severino, si recava ogni sera a trovare la fidanzata che abitava a Masciago Primo.
La stradicciola che da Cunardo porta a Masciago, passa attraverso boschi e valloncelli ed è poco frequentata. Una sera il giovane, dopo essere stato a trovare la fidanzata riprese la via del ritorno. Era notte alta, ma egli conosceva assai bene la strada da percorrere. Era tranquillo e contento e non pensava certamente ad ostacoli o a cattivi incontri lungo la via del ritorno. Ma giunto in una località dove la strada scende in un valloncello attraversato da un ruscello, si trovò improvvisamente il passaggio sbarrato da un groviglio di rovi.

Severino cercò dapprima di allontanare i rovi con i piedi, ma non riuscendovi, si tolse dalla tasca una piccola roncola e tagliò i rovi. Non fu un lavoro facile poiché un grosso rovo era assai duro da tagliare e il giovane faticò assai a liberare il passaggio. Finalmente ci riuscì e poté così riprendere il suo cammino.

Rientrato in casa si coricò e dormì saporitamente. Il giorno dopo Severino non pensava più alla sua avventura notturna e con sorpresa sentì dire che in paese una donna che passava per strega, circolava con un braccio fasciato perché le era stata inferta una ferita in modo assai misterioso ed inoltre aveva altre ferite sul viso ed in altre parti del corpo.

Severino nella notte precedente non aveva tagliato un rovo dei soliti, ma aveva tagliuzzato la strega, gelosa del giovane che avrebbe voluto legato a lei.


Piero Busti, Cunardo, brevi note storiche, Comune di Cunardo, Cunardo, 1984.

 

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